Gartner ormai da tempo dedica alla virtualizzazione le sue metodologie di rappresentazione del ciclo di vita delle tecnologie IT, nota come ‘hype cycle’. Un ciclo di hype è una rappresentazione grafica della maturità, l’adozione e l’applicazione commerciale di tecnologie specifiche; in breve le cinque fasi del processo teorizzato:
- “Technology Trigger” — La prima fase di un ciclo di hype è il “Technology Trigger” o l’innovazione, il lancio di un prodotto o di altro evento che genera significativi interessi.
- “Peak of Inflated Expectations” — La fase successiva è caratterizzata dalla frenesia di pubblicità che genera troppo entusiasmo e aspettative non realistiche. Ci possono essere alcune applicazioni di successo di una tecnologia, ma ci sono tipicamente anche più errori.
- “Trough of Disillusionment” — Le tecnologie entrano nella vasca “di delusione” perché non riescono a soddisfare le aspettative e fanno presto a diventare fuori moda. Di conseguenza, la stampa di solito abbandona l’argomento e la tecnologia.
- “Slope of Enlightenment” — Anche se la stampa ha abbandonato il tema riguardante quella tecnologia, altri continuano a sperimentare a comprendere i benefici e le applicazione sviluppata della tecnologia.
- “Plateau of Productivity” — Una tecnologia raggiunge una specie di equilibrio, dimostrando ampiamente i propri vantaggi. La tecnologia diventa sempre più stabile e si evolve in seconde e terze generazioni. L’altezza finale varia a seconda se questa tecnologia sia ampiamente applicabile o vengono percepetiti da solo una nicchia di mercato.
Gartner ha inoltre messo a punto una definizione di virtualizzazione IT come astrazione di tutte le risorse IT in modo da mascherare la natura fisica di tali risorse e i relativi confini con le risorse utente. Una risorsa IT può essere un server, un client, storage, reti, applicazioni, sistemi operativi e motori di ricerca. Come spiega Thomas Bittman , un analista di Gartner ,” la virtualizzazione non è un’unica tecnologia, ma rappresenta l’insieme di diverse tecnologie che si evolvono con velocità diverse. Esistono forme diverse di virtualizzazione, e la sfida per gli utenti sta nella scelta di quale forma di virtualizzazione usare. Le organizzazioni devono andare caute con quei vendor che promuovono un’unica tecnologia per gestire tutto perché alla fine le architetture IT comprenderanno diversi livelli di virtualizzazione con diversi meccanismi di gestione”.
(Sullo studio dell’Hype cycle di Gartner ci ritorneremo presto con una visuale più ampia…)
Questa è la curva presupposta da Gary Hayes per il futuro dei metaversi, sull’uso in particolare di questa tecnologia e soprattuto sulla comprensione/penetrazione culturale di tale fenomeno. Ora ci dovremmo trovare nel cuore della fase 3 in cui il 2009 viene visto come l’anno maturo per il business e le attività dedicate alla didattica.
In effetti vedo muoversi il mercato muoversi ed orientarsi con particolare interesse alla didattica, nuovi strumenti e metodi di apprendimento in ambito sintetico. Come qualche anno fà il Rinascimento Virtuale emerse dal Festival della creatività e diede poi una spinta ed un entusiasmo notevole sia inSl sia inRL, piano piano stanno maturando idee che coinvolgono sempre più da vicini istituzioni private ed in particolare quelle pubbliche per creare strumenti di partecipazione interattivi; sto parlando di un nuovo genere di Illuminismo, la nascita dell’
Illuminismo Virtuale.
Fondato su una nuova cultura e metodi di istruzione sintetici, facilitando l’apprendimento, l’interesse, condividendo la conoscenza…. Questa nuova evolozione si apre con modelli di insegnamento anticonvenzionali, di interattività partecipativa e di socialità che sfumeranno dal virtuale al reale e viceversa in modo ambiguo ma che creeranno l’humus per una nuovo tipo di società.
Tecnologie e società si modellano a vicenda sviluppando nuovi scenari di network neurali formando e ricercando quel tipo di modalità di vita detto: “Live!”
